![Giovanni Battista Costantini, Il dominio [Dominion], 1915](https://artlogic-res.cloudinary.com/w_1600,h_1600,c_limit,f_auto,fl_lossy,q_auto/ws-artlogicwebsite0395/usr/images/artworks/main_image/items/ff/ffe9b963e9a1417ea56f0021a89cc645/il-dominio-mail.jpg)
Giovanni Battista Costantini Rome 1872-1947
Provenienza
Family estate, private collection
Bibliografia
Fausto Vagnetti, Giovanni Costantini e i suoi quadri di guerra, Pistoia, Casa Ed. Rassegna Internazionale, 1922, pag. 9 (citato); Giovanni Costantini. Lacrime di Guerra, cat. della mostra a cura di Maurizio Berri, Alessio Ponti Galleria D’Arte, 2024.
Giovanni Battista Costantini, noto come Giovanni Costantini, dimostra fin da giovane un talento straordinario per il disegno e la pittura. Riceve una formazione artistica presso l'Accademia di Belle Arti di Roma, dove ha l'opportunità di affinare le sue abilità e sviluppare il suo stile unico. Influenzato dalle correnti artistiche del suo periodo, tra cui il Realismo e il Divisionismo, sviluppa uno stile tutto suo che si distingueva per la vibrante resa dei colori e la sensibilità verso i soggetti trattati. Nel 1892, con una serie di paesaggi della campagna romana, partecipa alla mostra della “Società degli Amatori e Cultori di Belle Arti”. Frequenta saltuariamente la scuola serale del nudo all'Accademia francese di Villa Medici, iniziando a produrre lavori nei quali si coglie l’influenza di Giulio Aristide Sartorio.
Nel 1904 entra a far parte del gruppo fondato proprio da quest’ultimo i XXV della campagna romana, dove gli viene affibbiato il nomignolo di "Grillo" per la sua figura esile e il suo aspetto “lungo, magro e segaligno”. Nello stesso anno, la Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma acquista il suo dipinto Dai campi di riposo e nel 1908 Folla triste. Insegna all'Accademia di Belle Arti e dal 1909 è membro dell'Accademia di San Luca.
Ciò che lo rende noto al grande pubblico è la serie della pittura di guerra, grandi opere teatrali e con forti contrasti di luci e di ombre, in cui l’artista esprime tutto il suo antimilitarismo. Sospese le caratteristiche raffigurazione della Campagna Romana, e di getto sintetizzò il suo pensiero su quattro composizioni simboliche: La guerra, Il bottino, II dominio militare e La vittoria. È l'inizio di un ciclo che lo porterà a realizzare nel corso degli anni successivi (sino al 1921) altri 41 quadri sullo stesso tema. Il ciclo completo delle 45 opere Lacrime di guerra fu esposto alla I Biennale d'Arte di Roma nel 1921 (Fig. 1 - 2).
L’opera qui presentata Il Dominio fa parte di questo fondamentale ciclo nella vita artistica di Costantini. Qui l’artista raffigura la personificazione della dominazione, del potere, del controllo.
Vagnetti[1] descrive così II Dominio Militare: Una figura dal nudo forte e brutale è assisa sulla fortezza, con le braccia poggiate sopra uno spadone dal bagliore sinistro piantato sul paese incatenato. Vigila nella notte con occhio acuto e metallico a che nessuna forza si levi contro di lui. Si sentono i brividi del terrore.
Fig. 1 Lacrime di guerra. Ritorno alla vita |
Fig. 2 Lacrime di guerra. Il piano d’attacco |
[1] Fausto Vagnetti, Giovanni Costantini e i suoi quadri di guerra, Pistoia, Casa Ed. Rassegna Internazionale, 1922, pag. 9
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